10 Ottobre 2014

“È la cosa più gratificante che io abbia mai fatto”

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“È la cosa più gratificante che io abbia mai fatto”

Clara decise di donare i suoi ovociti perché sua nipote era nata grazie a un trattamento di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Dopo aver passato più di un anno nel cercare di diventare madre in modo naturale, sua sorella scoprì di avere problemi di fertilità e di dover ricorrere alla medicina per diventare mamma. Dopo qualche mese di trattamento, Sandra restò incinta e nove mesi dopo Clara teneva fra le sue braccia una splendida bambina. La gratitudine di sua sorella verso la donna che le aveva permesso di essere madre fu quello che spinse Clara a diventare donatrice.

Il caso di Maria fu completamente diverso. “Un giorno, un’amica mi raccontò quanto contenta era di poter aiutare una donna attraverso la donazione di alcuni dei suoi ovociti, e un pomeriggio andai alla clinica a chiedere informazioni”. Lì, Maria si informò e alla fine decise di sottoporsi al trattamento per donare i suoi ovociti. Di fatto, quattro donatrici su dieci scoprono questa possibilità attraverso qualche amica o conoscente. “La decisione non fu così impulsiva come può essere donare il sangue”, spiega, “tuttavia, è molto più gratificante perché è un gesto che aiuta a realizzare il sogno di un’altra persona”.

Marta, da parte sua, riconosce che quando uscì dalla clinica dopo aver donato i suoi ovociti scoppiò a piangere. “Essere madre è la cosa più bella del mondo”, racconta, “per questo, sapere che grazie a me un’altra donna potrà esserlo, mi riempie di orgoglio. È la cosa più gratificante che io abbia mai fatto”. Il suo caso inoltre è abbastanza particolare, perché Marta donò i suoi ovociti dopo essere diventata madre, quindi, una volta già vissuta l’esperienza della gravidanza e totalmente convinta del gesto che stava per fare.

Un profilo altruista e responsabile

Queste tre testimonianze sono solo alcune delle tante che abbiamo raccolto in Eugin, che durante questi 15 anni ha realizzato i sogni di centinaia di donne. Ma chi sono queste donatrici?

Nella maggior parte dei casi, le donatrici di ovociti sono donne tra i 18 e i 35 anni con un profilo altruista e un alto livello di responsabilità. Sono consapevoli che quello che fanno è per un’altra persona e, per questo motivo, prestano molta attenzione nell’amministrarsi la medicazione affinché vada tutto per il migliore dei modi. Molte vengono in modo totalmente altruista e senza conoscere nessuna donna che abbia fatto ricorso alla donazione di ovociti per ottenere la sua gravidanza, ma ci sono anche altri casi in cui qualche membro della famiglia ha avuto difficoltà per concepire o ha avuto figli grazie alla donazione di ovociti e sono quindi consapevoli dell’importanza del loro gesto.

“Non è così difficile fare questo magnifico regalo a un’altra donna”, racconta Cristina. “Spero tanto che i miei ovociti possano aiutare una coppia ad avere figli”, dice Silvia. E Anna aggiunge: “Sono mamma e so cosa si prova, per questo voglio aiutare a far sì che altre donne lo diventino”… Le testimonianze sono tutte molto emozionanti, perché il loro gesto ha una grande carica emotiva: permettere a una donna, che forse aveva già scartato la maternità, di realizzare il suo sogno e di mettere al mondo una nuova vita.

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