Nonostante all’inizio il congelamento o la vitrificazione degli ovuli venisse effettuata solo su indicazione medica, oggigiorno sempre più donne optano per questa tecnica allo scopo di conservare lo stato dei loro ovuli per anni e poter quindi ritardare il momento della maternità.

Barcellona, 8 febbraio 2013. È in costante aumento l’età in cui la donna decide di avere il primo figlio, con una media attuale che nel 2012 in Italia ha raggiunto i 31,4 anni, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Questa tendenza ha acceso la discussione sulla necessità di sviluppare tecniche che favoriscano la maternità ad età più avanzate, di conseguenza, la crioconservazione o vitrificazione degli ovuli sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. Allo scopo di analizzare i fattori sociali, etici, tecnici e psicologici che influiscono sulla crescente domanda di questo trattamento, la Clinica Eugin ha organizzato a Barcellona il I° Simposio Internazionale sulla Vitrificazione degli Ovuli, riunendo circa 300 esperti internazionali.

Questo incontro si è incentrato sulla crescente importanza dei fattori sociali che spingono la donna a optare per la vitrificazione, una tecnica fino a qualche anno fa esclusivamente indicata da criteri medici (ad esempio, come metodo di conservazione della qualità ovocitaria prima di sottoporsi a un trattamento anticancro). Oggigiorno, la realtà è cambiata e coloro che optano per vitrificare i loro ovuli sono donne che, per motivi professionali, economici o sociali, non possono realizzare il loro sogno di essere madri quando lo desidererebbero e decidono di vitrificare i loro ovuli per accedere più tardi alla maternità. Per il momento, il profilo della maggior parte delle donne che ricorrono a questa tecnica risponde a un “livello di educazione alto, con un lavoro appagante, economicamente indipendente e che, se ha un partner, normalmente non convive”, come spiega la Dott.ssa Valérie Vernaeve, direttrice medica della Clinica Eugin e organizzartice del simposio.

Nonostante si tratti di una tecnica sviluppata in pochi centri di fecondazione assistita, sta suscitando un grande interesse dal punto di vista medico, sociologico e psicologico. Queste tre prospettive sono state affrontate nel corso del simposio, che ha tenuto il beneplacito di importanti società scientifiche nazionali, quali la Società Spagnola di Fertilità (SEF), la Società Spagnola di Ginecologia e Ostetricia (SEGO) e l’Associazione Spagnola per lo Studio della Biologia Riproduttiva (ASEBIR).

Cosa pensano gli esperti
Allo scopo di conoscere la visione degli esperti riuniti nel simposio (provenienti da 13 diversi paesi), durante il dibattito “La vitrificazione degli ovociti per motivi sociali è eticamente difendibile?” è stata sondata la loro opinione relativa a quale profilo di pazienti dovrebbe essere informato di questa opzione dal medico. Oggigiorno il 98% degli esperti è a favore del congelamento degli ovuli e solo il 2% non la ritiene una tecnica valida. Tuttavia, solo il 3% delle donne che ha sentito parlare di questa tecnica riconosce di essere stata informata dal proprio medico, mentre l’80% delle donne che sanno della sua esistenza ha ottenuto l’informazione grazie a Internet. In contrapposizione a questa realtà e in base alle risposte ottenute durante il simposio, il 67% dei medici crede che questa tecnica dovrebbe essere presentata a tutte le donne giovani.

Un’altra questione sollevata nell’incontro è stata l’età a partire dalla quale dovrebbe essere consentita la vitrificazione degli ovuli e fino a quando dovrebbe essere applicata questa tecnica. Il 47% dei medici sostiene che l’età a partire dalla quale dovrebbe essere consentita sia i 18 anni e il 44% ritiene che non dovrebbe essere consentita tale possibilità dopo i 40 anni.

Una tecnica in auge a causa dell’attuale stile di vita
Proprio come le persone, gli ovuli invecchiano con l’età e perdono progressivamente la loro qualità e capacità di originare una gravidanza. Infatti, si stima che a partire dai 35 anni, una ogni sei donne che decide di avere figli, ha delle difficoltà per riuscirvi. Le statistiche confermano, inoltre, che dopo i 42 anni è molto difficile per una donna rimanere incinta con i propri ovuli.

Fino a pochi anni fa, la tecnica della vitrificazione degli ovuli veniva utilizzata esclusivamente su indicazione medica e le donne che decidevano di posticipare il momento di diventare madri rischiavano di andare incontro, se aspettavano troppo tempo, a maggiori difficoltà per riuscirvi. Nei casi più estremi, una volta arrivato il momento di avere figli, l’unica possibilità era utilizzare ovuli di una donante più giovane. La Dott.ssa Vernaeve spiega che, grazie a questa tecnica, “la qualità degli ovuli si mantiene inalterata con il passare del tempo”, offrendo così alla donna la libertà di poter scegliere in quale momento cercare di diventare madre. In definitiva, la vitrificazione ovocitaria consente di ottenere tassi di fecondazione e di gravidanza paragonabili a quelli ottenuti con gli ovuli freschi, che saranno tanto più elevati quanto prima siano vitrificati tali ovuli.

Last Updated: luglio 2017