7 Marzo 2014

Sintomi e sensazioni dopo il trasferimento embrionale. Cosa indicano?

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Dopo il transfer è normale essere più attenti al nostro corpo, ma non necessariamente tutto ha un significato preciso

Una volta portato a termine il trasferimento embrionale, si presenta un periodo di due settimane di attesa prima del test di gravidanza, nel quale è normale prestare costantemente attenzione a tutte le variazioni che notiamo nel nostro corpo. Si tratta di giorni nei quali le emozioni sono innumerevoli e molto intense e il sospetto del minimo sintomo provoca una certa inquietudine. Significherà qualcosa? Le diamo una risposta con l’aiuto della Dott.ssa Marta Trullenque, membro del nostro staff medico.

“Innanzitutto è molto importante tenere conto del fato che non esiste alcun sintomo specifico di qualcosa”, avvisa la Dott.ssa Trullenque. “Sebbene un sanguinamento abbondante e continuo, sicuramente identificabile con le mestruazioni, indicherà che non si è verificata la gravidanza. Gli altri sintomi non hanno un significato così chiaro”, puntualizza.

I sintomi fisici più comuni

Sanguinamenti: le piccole perdite – sempre di entità minore rispetto a una mestruazione – nei giorni successivi al trasferimento embrionale sono normali e solitamente scompaiono nell’arco di due o tre giorni. In genere dipendono dalla canalizzazione attraverso il collo dell’utero. Non devono spaventare: sono assolutamente normali.

Vertigini, fitte, coliche o dolori addominali e lombari: si tratta di disturbi normali dopo il trasferimento embrionale. Nella maggior parte dei casi dipendono dalla stimolazione ovarica prodotta nella donna, in particolare nei casi di fecondazione in vitro con ovociti propri. Possono verificarsi anche in occasione dell’iniezione follicolare o della preparazione al ciclo mestruale. Nel caso delle riceventi di ovociti, le vertigini possono dipendere dal trattamento ormonale. Anche l’ansia che si genera durante questi giorni di attesa può giustificare la sensazione di vertigine.

Gonfiore e indurimento del seno: si tratta di un sintomo frequente dopo la somministrazione di ormoni che precedono il trasferimento embrionale, nella fattispecie con gli estrogeni e il progesterone. Entrambi possono provocare ritenzione di liquidi e sensazione di gonfiore e pesantezza.

“In caso di tale tipo di dolori e disturbi”, spiega la Dott.ssa Trullenque, “è possibile ricorrere ad analgesici quali il paracetamolo”. “Sono sicuri e ci aiuteranno a sentirci meglio”, aggiunge. Soltanto in caso di sanguinamento molto abbondante, la comparsa di febbre (oltre i 38 gradi) o un dolore persistente che non si calma con gli analgesici, si raccomanda di recarsi dal medico.

Le sensazioni più abituali

Oltre ai sintomi fisici, l’attesa dopo il trasferimento embrionale implica anche una forte componente emotiva. I nervi, l’ansia, l’insonnia o la sensazione di instabilità causati dal procedimento e il relativo risultato possono comparire in questi giorni.

“In realtà si tratta di 14 giorni di attesa molto intensi a livello emotivo”, assicura la Dott.ssa Trullenque. “Alle nostre pazienti consigliamo solitamente di tenere la mente occupata, di condurre una vita assolutamente normale e di evitare sforzi fisici importanti”, aggiunge. “A volte è utile ricordare che se la gravidanza avvenisse in modo normale, sino al momento in cui scopre questo stato la donna non modifica il proprio stile di vita”.

No si consiglia il riposo assoluto, ma si raccomanda di evitare gli esercizi intensi e soggetti a sollecitazioni importanti, come la corsa o il movimento aerobico. “La cosa importante è trovare delle attività che ci distraggano e che ci facciano sentire bene”, assicura la Dott.ssa Trullenque.

Nel caso in cui verifichi una forte inquietudine, è possibile fare ricorso a prodotti naturali come la valeriana o i Fiori di Bach per vivere questa attesa con una maggiore tranquillità. “L’ideale sarebbe condurre una vita normale, mantenendo l’energia e l’ottimismo naturale rispetto ai giorni che seguono il trasferimento”, conclude la dottoressa.

 

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