Fisiologicamente, con l’invecchiamento, gli ovociti della donna perdono in modo naturale la loro capacità di essere fecondati fino al punto in cui risulta necessario ricorrere a quelli di un’altra donna per ottenere una gravidanza. 

La riproduzione assistita con donazione di ovociti, denominata ovodonazione, è una tecnica di riproduzione assistita mediante la quale una donna (la donatrice) dona gli ovociti ad un’altra donna (la ricevente). La fecondazione di questi ovociti con gli spermatozoi del partner darà come risultato gli embrioni che saranno in seguito trasferiti alla ricevente o congelati, qualora se ne avessero in esubero. Questa tecnica si è rivelata molto efficace e permette a numerose coppie con scarse probabilità di assicurarsi una discendenza, di vedere invece realizzato il loro desiderio di creare una famiglia 

La prima gravidanza frutto di questa tecnica fu ottenuta nel 1983 da una paziente in menopausa precoce. Da allora, l’accesso a questo procedimento ha registrato numerose variazioni nella sua tecnica che ne hanno consentito la diffusione dell’applicazione.

Donazione di ovociti

La donazione è un atto altruista e anonimo. Le donatrici sono donne giovani che si sottopongono a rigidi controlli medici e psicologici, a seguito dei quali soltanto una percentuale limitata delle candidate sarà selezionata. 

L’anonimato implica che né la ricevente di quel materiale biologico né suo figlio conosceranno il donatore. Le Cliniche Eugin si assumono la responsabilità di individuare la donatrice che meglio si adatta alla coppia che riceverà questa donazione.

I limiti della riserva ovarica

A partire dalla pubertà, le donne producono un ovocita maturo ogni 28 giorni circa. Se uno spermatozoo lo feconda, l’ovocita diventerà un embrione. Se non viene fecondato, allora si verificherà il ciclo mestruale

Dalla sua nascita, una donna sana dispone di circa 400.000 ovociti nelle sue ovaie, che vanno considerate la propria riserva ovarica personale. La quantità e qualità degli ovociti diminuisce con il passare del tempo, soprattutto a partire dai 35 anni. Di fatto, nell’intero periodo fertile della donna, solamente un ovocita su mille (ovvero: non oltre 400) matura ed è adatto ad essere fecondato.

Chi ha bisogno della donazione di ovociti?

Le donne che ricorrono all’ovodonazione solitamente non riescono ad avere figli con i propri ovociti. I casi più frequenti in cui si fa ricorso ad ovodonazione sono i seguenti: quando la donna presenta menopausa precoce, ovvero, ha esaurito la sua riserva ovarica anni prima dell’esaurimento fisiologico (donne senza funzione ovarica); quando gli ovociti della donna sono pochi e di bassa qualità (donne con funzione ovarica ridotta).

Donne senza funzione ovarica

Sono donne le cui ovaie non sono più in grado di produrre ovociti. Si parla in questi casi di menopausa precoce o anticipata: implica una cessazione prematura dell’ovulazione. Questa condizione affligge circa la metà delle donne che richiedono una donazione di ovociti. Le cause principali sono:

  • idiopatiche o sconosciute (le più frequenti);
  • genetiche;
  • disturbi immunologici o autoimmuni;
  • iatrogene, ovvero conseguenza di trattamenti medici quali chirurgia ovarica, chemioterapia o radioterapia.

Donne con funzione ovarica ridotta

Sono donne le cui ovaie sono in grado di produrre ovociti, ma di qualità inadeguata. In particolare.

  • Donne con mestruazioni regolari ma con alterazioni ormonali che indicano un’insufficienza ovarica in fase iniziale (FSH elevato, AMH ridotto).
  • Donne di età avanzata con ciclo mestruale normale. In alcuni casi si consiglia a queste donne di ricorrere alla donazione di ovociti poiché la qualità ovocitaria e la fertilità sono in diretto rapporto con l’età e le possibilità di ottenere una gestazione con i propri ovociti si riducono. Questo è un processo che ha inizio intorno ai 35 anni, ma in ogni caso deve essere valutato dal medico caso per caso in modo personalizzato. Esiste inoltre un aumento degli aborti e delle alterazioni cromosomiche nei feti ottenuti da ovociti di donne di età avanzata.
  • Donne che hanno una storia di fallimenti ripetuti nei tentativi di fecondazione in vitro. Le cause possono essere molteplici, ad esempio:
    – bassa risposta alla stimolazione ovarica;
    – fallimenti ripetuti dei trattamenti a causa della bassa qualità ovocitaria (mancata fecondazione dell’ovocita, fecondazione anomala, difficoltà nello sviluppo embrionario e successivo impianto).

Come viene assegnata una donatrice? Il “Matching”

Le donne che ricorrono all’ovoLa nostra équipe utilizza un sofisticato sistema nel quale le cartelle cliniche di ogni donatrice includono fotografie, dati antropometrici e gruppo sanguigno. In questo modo, è possibile effettuare in automatico un matching personalizzato e dettagliato tra la donatrice e la ricevente, basato fondamentalmente sulle sue caratteristiche fisiche. Diamo una priorità speciale alla somiglianza tra la donatrice e la ricevente e/o il suo partner, e scegliamo donatrici con un gruppo sanguigno concordante. La “concordanza del gruppo sanguigno” non significa “uguaglianza del gruppo sanguigno”. Si considerano gruppi sanguigni concordanti tutti quei gruppi possibili da un punto di vista biologico dopo la combinazione dei due differenti gruppi.donazione solitamente non riescono ad avere figli con i propri ovociti. I casi più frequenti in cui si fa ricorso ad ovodonazione sono i seguenti: quando la donna presenta menopausa precoce, ovvero, ha esaurito la sua riserva ovarica anni prima dell’esaurimento fisiologico (donne senza funzione ovarica); quando gli ovociti della donna sono pochi e di bassa qualità (donne con funzione ovarica ridotta).

Le tecniche: