16 Agosto 2013
Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2025

Quali segnali possono essere causa di infertilità?

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Secondo quanto indicato dall’Istituto Superiore della Sanità, in Italia l’infertilità colpisce circa il 15% delle coppie, una percentuale in linea con le stime globali che indicano un’incidenza tra il 10% e il 12%. L’infertilità è considerata una vera e propria patologia, identificata come tale quando le coppie non riescono a ottenere una gravidanza dopo 12/24 mesi di rapporti sessuali mirati, regolari e non protetti.

Sappiamo inoltre che il tasso di fertilità in Italia è tra i più bassi d’Europa, con una media di 1,3 figli per donna, significativamente inferiore al tasso di sostituzione della popolazione, fissato a 2,1. Per tale ragione, negli ultimi anni il numero di coppie italiane che ricorrono alla PMA è significativamente aumentato. In genere, l’infertilità è dunque considerata una sfida crescente nel nostro Paese, ed è influenzata da fattori medici, ambientali e socio-economici.

Riconoscere i segnali che potrebbero indicare una riduzione della fertilità è un passaggio fondamentale per affrontare il concepimento con consapevolezza e maggiori probabilità di successo. A seguire, indichiamo dunque i sintomi più comuni legati alla possibile infertilità femminile e maschile, offrendo anche alcune informazioni utili per identificarli in modo più tempestivo.

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Infertilità femminile: i segnali da monitorare

L’infertilità femminile è un tema complesso che può dipendere da una serie di fattori, alcuni facilmente individuabili attraverso sintomi specifici. Riconoscere questi segnali precocemente è fondamentale per intervenire tempestivamente e aumentare le possibilità di concepimento. Di seguito, analizziamo i principali campanelli d’allarme che ogni donna dovrebbe monitorare.

Irregolarità nel ciclo mestruale e dolori pelvici

Il ciclo mestruale è uno degli indicatori più importanti della salute riproduttiva. Tuttavia, è importante saper identificare i possibili campanelli d’allarme che potrebbero indicare una ridotta fertilità.

  • Mestruazioni dolorose e abbondanti: potrebbero essere un sintomo di endometriosi, una condizione in cui il tessuto endometriale cresce fuori dall’utero, danneggiando la riserva ovarica e ostacolando l’anatomia pelvica. Anche i miomi uterini (tumori benigni), specialmente quelli sottomucosi, possono interferire con il concepimento.
  • Cicli molto lunghi e irregolari: cicli superiori a 35 giorni potrebbero essere associati alla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una condizione caratterizzata da squilibri ormonali che compromettono l’ovulazione. Segnali correlati includono acne, aumento di peso e irsutismo.
  • Assenza di mestruazioni (amenorrea): può essere dovuta a molteplici cause, tra cui menopausa precoce, squilibri ormonali, disturbi della tiroide o peso corporeo insufficiente. In molti casi, queste situazioni sono correggibili con trattamenti medici adeguati.

Età e riserva ovarica

Come è noto, l’età è un altro fattore determinante nella fertilità femminile: ciò significa che, con il passare degli anni, la riserva ovarica si riduce naturalmente. In particolare dopo i 35 anni, il numero e la qualità degli ovociti diminuiscono sensibilmente, rendendo più difficile il concepimento naturale.

Patologie pelviche e tubariche

Malattie come la salpingite (infiammazione delle tube di Falloppio) o la malattia pelvica infiammatoria (PID) possono causare aderenze e ostruzioni tubariche. In caso di occlusione completa delle tube, la fecondazione naturale non è possibile, rendendo necessario il ricorso alla fecondazione in vitro (FIV).

Infertilità maschile: i segnali da non sottovalutare

Per quanto riguarda gli uomini, i segnali di una possibile infertilità potrebbero essere meno evidenti ma comunque non meno importanti da riconoscere.

  • Varicocele: la presenza di vene dilatate intorno alla sacca testicolare può alterare la produzione e la qualità degli spermatozoi.
  • Criptorchidismo: una condizione congenita caratterizzata dalla mancata discesa dei testicoli alla nascita. Anche se corretta tardivamente, può influire negativamente sulla fertilità.
  • Problemi ormonali: bassi livelli di testosterone o disturbi endocrini possono ridurre la qualità del liquido seminale e la capacità riproduttiva.

Quando rivolgersi a uno specialista?

Se dopo dodici mesi di rapporti sessuali mirati e non protetti il concepimento naturale non si verifica, è sempre consigliabile consultare uno specialista per un primo approfondimento. Questo periodo “finestra” si riduce a sei mesi per le donne oltre i trentacinque anni di età o in presenza di segnali evidenti di possibili patologie legate alla fertilità di uno o entrambi i partner.

Clinica Eugin offre la possibilità di sottoporsi a test diagnostici completi e supporto personalizzato alle coppie alla ricerca di una gravidanza: è sufficiente prenotare una prima visita presso il centro più vicino a te. Ricorda che un intervento tempestivo può fare la differenza, poiché permette di individuare il trattamento più indicato per ogni situazione.

In conclusione, monitorare i segnali di possibile infertilità va considerato il primo, importante passo per affrontare consapevolmente eventuali difficoltà nel concepimento. In presenza di irregolarità mestruali, patologie specifiche o problemi maschili, è infatti fondamentale non ignorare questi segnali e rivolgersi a professionisti di Medicina della Riproduzione per ottenere il supporto necessario. Il percorso verso la genitorialità è unico per ogni coppia: con il giusto aiuto, può diventare più sereno e consapevole.

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