Sono sempre più numerose le donne che scelgono di informarsi sulla propria fertilità – e di tutelarla per tempo – anche quando la gravidanza non rientra tra i loro piani immediati. Succede per molteplici ragioni: studio, lavoro, stabilità economica, assenza del partner “giusto” con cui costruire un progetto di genitorialità, oppure semplicemente perché, in quella fase della vita, ci sono priorità diverse a cui dare la precedenza.
In tutti questi casi, il congelamento degli ovociti – o, più correttamente, la crioconservazione degli ovociti – offre l’opportunità di preservare al meglio il potenziale riproduttivo femminile, così da poter valutare una gravidanza più avanti senza la pressione emotiva dell’orologio biologico.
Presso le cliniche Eugin, questo percorso è disponibile attraverso Time Freeze®, il servizio dedicato alla preservazione della fertilità tramite vitrificazione degli ovociti.
Sommario
Come cambia la fertilità femminile con l’età?
Oggi, sempre più donne diventano madri dopo i 30 anni (secondo Eurostat, addirittura a 31,9 anni per l’Italia, che diventa così il Paese europeo con le “mamme più anziane”), con un aumento significativo rispetto ai decenni scorsi. La fertilità femminile non resta però immutata nel tempo: con il passare degli anni, le ovaie vanno incontro a un cambiamento fisiologico che riguarda sia il numero sia la qualità degli ovociti disponibili. Questo aspetto è importante perché la donna nasce con una riserva ovarica già definita, destinata a ridursi progressivamente nel corso della vita. Con l’età, non diminuisce quindi solo la quantità di ovociti presenti, ma cambia anche la loro capacità di dare origine a una gravidanza.
Il calo della fertilità tende a diventare più evidente dopo i trentacinque anni. Superati i quaranta, tale processo si accentua ulteriormente: le probabilità di concepimento si riducono in modo significativo e aumenta anche il rischio che la gravidanza si interrompa in modo spontaneo o che l’embrione presenti alterazioni cromosomiche. È importante ricordare che tutto ciò può accadere anche in presenza di cicli mestruali regolari, che dunque non equivalgono automaticamente a una fertilità ancora ottimale.
Fatte queste precisazioni, va comunque ribadito che l’età non basta, da sola, a definire la fertilità di una donna. Nella valutazione complessiva entrano in gioco anche altri elementi, come la storia clinica, lo stile di vita e l’eventuale presenza di patologie o condizioni – come ad esempio l’endometriosi – che possono interferire con la salute riproduttiva. È proprio per questo che due donne della stessa età possono essere tra loro estremamente diverse in termini di capacità riproduttiva.
Capire come la fertilità cambia nel tempo è utile per non semplificare tutto in base all’età anagrafica e leggere questo dato nel modo corretto: un elemento centrale, da considerarsi nel contesto di un quadro complessivo.
Cos’è e come funziona il congelamento di ovociti?
“Congelamento degli ovuli” è una modalità informale e piuttosto diffusa di riferirsi alla crioconservazione degli ovociti, una procedura medica che comporta il prelievo di ovociti maturi dalle ovaie e la loro conservazione in azoto liquido a una temperatura molto bassa (circa −196 °C), così poterli utilizzare in futuro per un trattamento di fecondazione in vitro. Presso le cliniche Eugin, tale procedura viene effettuata tramite vitrificazione, una tecnica di congelamento ultrarapido (oggi la più utilizzata per questo processo) che permette di conservare ovociti maturi senza alterarne le caratteristiche biologiche di partenza.
Il percorso che porta al congelamento degli ovociti inizia con la stimolazione ovarica. In un ciclo naturale, matura di solito un solo ovocita al mese: per ottenere un numero maggiore di ovociti, necessario a una corretta procedura di preservazione della fertilità, le ovaie vengono quindi stimolate con farmaci specifici per circa 12-14 giorni. Il trattamento viene naturalmente personalizzato in base all’età, alla riserva ovarica e alle condizioni cliniche della paziente.
Terminata questa fase, gli ovociti maturi vengono prelevati tramite aspirazione nel corso di un’ecografia transvaginale, con la paziente in sedazione. Si tratta di una procedura rapida e poco invasiva, che non causa in genere alcun discomfort e a seguito della quale la quotidianità può riprendere normalmente. Una volta raccolti, gli ovociti idonei vengono vitrificati e conservati in azoto liquido fino al momento in cui la donna deciderà di utilizzarli.
La vitrificazione è una tecnica di crioconservazione ultrarapida che permette di conservare gli ovociti evitando la formazione di cristalli di ghiaccio, che potrebbero danneggiarne la struttura. Questo passaggio è molto importante perché l’ovocita è una cellula caratterizzata da un elevato contenuto d’acqua e quindi estremamente delicata dal punto di vista biologico. Prima del congelamento, gli ovociti maturi idonei vengono pertanto preparati con grande attenzione attraverso un processo che consente di rimuovere l’acqua contenuta nella cellula e sostituirla immediatamente con uno specifico crioprotettore. In pochi secondi, l’ovocita così trattato raggiunge la temperatura di circa -196 °C, si stabilizza e mantiene inalterate le proprie caratteristiche fino al momento dell’utilizzo.
Quando la donna decide che è arrivato il momento di cercare una gravidanza, gli ovociti vengono devitrificati, ossia riportati gradualmente alla temperatura utile per poter essere fecondati in laboratorio. Si procede quindi con la fecondazione in vitro, utilizzando il seme del partner oppure quello di un donatore, a seconda del percorso di procreazione medicalmente assistita più indicato. Gli embrioni ottenuti vengono trasferiti nell’utero e, da quel momento in poi, la gravidanza segue lo stesso decorso di una gestazione insorta spontaneamente.
Ricordiamo che il tasso di fecondazione degli ovociti vitrificati è praticamente identico a quello degli ovociti appena prelevati, ossia che il loro potenziale riproduttivo resta intatto.
Pianificazione della maternità e nuove opportunità di vita
Negli ultimi anni, il congelamento degli ovociti per scelta personale si è trasformato in una possibilità concreta per un numero crescente di donne. Alla base di tale scelta non c’è una sola motivazione, quanto piuttosto un insieme di fattori che riguardano il cambiamento dei tempi della vita adulta, i percorsi professionali, la stabilità economica, le relazioni e, più in generale, il modo in cui oggi si costruisce un progetto di maternità.
Molte donne arrivano a riflettere su questo tema quando sentono che il desiderio di avere un figlio esiste, ma non coincide ancora con il momento presente. Può accadere perché, ad esempio, si stanno completando gli studi, si desidera consolidare il proprio percorso lavorativo, non si è ancora raggiunta una condizione personale, economica o abitativa stabile, oppure perché manca una relazione di coppia in cui riconoscersi in una prospettiva genitoriale.
In tutti questi casi, il social freezing – ossia la crioconservazione degli ovociti effettuata non per motivi medici, ma personali e sociali – è da considerarsi una scelta di pianificazione attenta e lungimirante. Pur non offrendo la garanzia assoluta di una futura gravidanza, consente comunque di preservare gli ovociti in un’età in cui le loro caratteristiche biologiche sono più favorevoli rispetto a quelle che avrebbero anche solo qualche anno dopo. Non è quindi un caso che il ricorso alla crioconservazione degli ovociti interessi oggi anche donne molto giovani, che desiderano mantenere aperta la possibilità di gravidanza senza dover anticipare decisioni così importanti.
C’è poi anche un aspetto psicologico da considerare. Per molte donne, sapere di aver preservato la propria fertilità significa vivere con meno ansia il rapporto con il tempo e con maggiore libertà le scelte personali, affettive e professionali. Non si tratta di rimandare indefinitamente la maternità, quanto piuttosto di affrontarla, se e quando lo si vorrà, in un momento più adatto alla propria storia.
Perché sempre più donne giovani scelgono il social freezing
Fino a qualche anno fa, la preservazione della fertilità veniva percepita soprattutto come una possibilità legata a specifiche condizioni mediche o a un’età già piuttosto avanzata. Al contrario, è aumentato oggi il numero di donne che, già dai vent’anni in su, iniziano a informarsi sul tema sebbene la maternità non sia tra i loro progetti a breve termine.
Il social freezing ha quindi assunto un significato nuovo, nato dalla volontà di proteggere una possibilità mentre il quadro biologico è ancora favorevole. Per molte donne giovani, significa potersi muovere con maggiore lucidità in una fase della vita magari ancora indefinita, in cui studio, lavoro, relazioni e prospettive personali sono spesso in evoluzione.
Più che posticipare una scelta di maternità, il social freezing permette di non doverla forzare, offrendo più tempo per capire cosa si vuole davvero e quali condizioni renderanno realizzabile un progetto così importante come quello di diventare madre.
Time Freeze®: come Eugin ti aiuta a preservare la tua fertilità
Presso le cliniche Eugin, il percorso di crioconservazione degli ovociti è disponibile attraverso Time Freeze®, il servizio dedicato alla preservazione della fertilità.
Time Freeze® si rivolge sia alle donne che devono affrontare terapie o condizioni mediche che potrebbero compromettere la fertilità, sia a chi desidera semplicemente conservare i propri ovociti per scelta personale. In entrambi i casi, il trattamento è sempre il risultato di una valutazione medica personalizzata, necessaria a comprendere se il percorso sia indicato e quale possa essere il momento più adatto per iniziarlo.
Quando la preservazione della fertilità è legata a una necessità medica che potrebbe avere conseguenze sulla salute riproduttiva, è importante poter intervenire in tempi rapidi: per questo abbiamo sviluppato un protocollo specifico che consente di avviare il percorso senza ritardare l’inizio delle terapie. Quando invece la scelta nasce da motivazioni personali, Time Freeze® permette di affrontare questo passaggio con il supporto di un’équipe specializzata, informazioni chiare e un inquadramento costruito sulla singola situazione. L’obiettivo è aiutare ogni donna a comprendere se preservare la fertilità oggi possa avere un valore concreto per il proprio futuro.
Metti in pausa l’orologio biologico: inizia con una valutazione personalizzata
Il congelamento degli ovociti non è una scelta uguale per tutte: l’età, la riserva ovarica, la storia clinica e le motivazioni che portano a considerare questo percorso devono sempre essere valutate con attenzione.
Presso le cliniche Eugin puoi ricevere una consulenza specialistica e capire, sulla base della tua situazione, se la vitrificazione degli ovociti con Time Freeze® possa essere la scelta più indicata per il futuro: contatta oggi stesso la clinica più vicina a te e prenota un appuntamento con i nostri specialisti.


