23 Gennaio 2021

Fertilità, sterilità e procreazione assistita: cosa chiedono i pazienti

You are here:

 

Uno studio scientifico internazionale che ha coinvolto anche l’Italia, ha domandato per la prima volta direttamente ai pazienti, quali siano i temi della PMA di maggiore interesse. In questo articolo andremo a raccontare l’esito di tale inchiesta che, per certi tratti, ha dato risultati davvero sorprendenti.

Per la prima volta al mondo, su iniziativa di Clinica Eugin, è stato condotto uno studio relativo alla fecondazione assistita con il diretto coinvolgimento dei pazienti, con il fine di identificare i temi di ricerca sulla procreazione medicalmente assistita più importanti per i pazienti, con un questionario sottoposto a oltre 2.000 pazienti residenti in Spagna, Italia, Danimarca, Brasile e Colombia.

La grande novità dello studio, firmato da 18 esperti in questo ambito operanti presso i centri di ricerca Eugin dislocati in diversi paesi del mondo, non è stato tanto l’interrogarsi su quali temi approfondire nell’ambito della ricerca sulla PMA, riflessione che occupa costantemente i ricercatori del settore, bensì quella di identificare le priorità sugli argomenti di sterilità e riproduzione assistita dal punto di vista dei pazienti, seguendo quindi non le “urgenze” dei medici ma dei pazienti stessi. Studi di questa natura sono già stati condotti in altri campi medici riguardanti malattie croniche o potenzialmente letali, come il cancro, ma è la prima volta al mondo che questa metodologia viene applicata nel campo dell’infertilità e della riproduzione assistita.

I risultati dello studio a livello internazionale

I ricercatori hanno suddiviso il questionario iniziale in tre grandi blocchi di tematiche da indagare: 

  1. Cause e prevenzione dell’infertilità
  2. Trattamenti e tecniche di riproduzione assistita
  3. Aspetti psicologici.

Partendo da qui hanno poi chiesto ai partecipanti di indicare dei quesiti di loro interesse in ciascuno di questi campi di indagine. Le risposte sono state analizzate ed è stata stilata una classifica finale contenente i trenta argomenti più richiesti, da cui sono stati successivamente estratti i dieci temi più importanti per i pazienti.

Hanno risposto al questionario in totale 945 pazienti (di cui 845 donne e 100 uomini), che frequentavano gli 11 centri coinvolti nella ricerca in Spagna, Italia, Danimarca, Colombia e Brasile. 

I risultati ottenuti, sorprendenti sia per i ricercatori che per i medici del settore, sono i seguenti: 

  1. Effetti collaterali dei trattamenti farmacologici per effettuare la PMA: interessa al 51,6% dei pazienti
  2. Come affrontare la PMA dal punto di vista psicologico: interessa al 35,7% dei pazienti
  3. Impatto dell’alimentazione sulla fertilità e sul successo dei trattamenti: interessa al 25,9% dei pazienti
  4. Tassi di successo dei trattamenti di PMA: interessa al 24,8% dei pazienti
  5. Stili di vita salutari e prevenzione dell’infertilità: interessa al 20% dei pazienti
  6. Rischi a lungo termine dei trattamenti di PMA: interessa al 18,5% dei pazienti
  7. Terapie alternative per trattare e prevenire l’infertilità: interessa al 18,5% dei pazienti
  8. Impatto dell’esercizio fisico su fertilità e successo dei trattamenti: interessa al 15,4% dei pazienti
  9. Qualità e quantità degli ovociti: come influenzano la fertilità: interessa al 9,5% dei pazienti
  10. Cause genetiche e condizioni ereditarie che possono causare infertilità: interessa al 9,5% dei pazienti

I risultati dello studio che hanno sorpreso gli stessi ricercatori

Le 10 tematiche prioritarie per i pazienti possono essere raggruppate in categorie più ampie.

Il professor Mario Mignini Renzini, referente medico per gli aspetti clinici dei Centri Eugin in Italia afferma “Ci aspettavamo che temi quali gli effetti collaterali dei trattamenti farmacologici, i rischi a lungo termine della PMA (totale 70%) e gli aspetti psicologi (35,7%) fossero in cima alla lista delle priorità: sappiamo, infatti, quanto poco si conosca in merito ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita, oggi assolutamente sicuri e privi di rischi significativi, e quanto sia difficile per le coppie accettare di non potere avere figli in maniera naturale e affrontare, di conseguenza, il percorso, specie se eterologa, ossia con donazione di gameti”.

Osservando i dati aggregati, invece, il risultato più sorprendente è l’interesse in assoluto più elevato nei confronti delle abitudini, stili di vita, alimentazione e terapie alternative per prevenire l’infertilità: 89,3%. 

A livello internazionale, la priorità dei pazienti è rivolta a temi legati all’alimentazione e agli stili di vita. Questo potrebbe essere dovuto alla difficoltà relativamente bassa che i pazienti individuano nel modificare le proprie abitudini alimentari o ad introdurre nella propria routine l’attività fisica, rispetto ad affrontare altri cambiamenti o problemi fisici difficilmente modificabili” afferma il professor Antonio La Marca, coordinatore clinico di Clinica Eugin Modena, uno degli autori dello studio. “Inoltre, mentre dalla letteratura scientifica emerge uno spiccato interesse dei medici per i tassi di successo dei trattamenti, per i pazienti questo dato è solo alla posizione 4 dei dati aggregati (24,8%). Si tratta di un dato sorprendente: probabilmente i pazienti che si avvicinano alla PMA hanno già sciolto gran parte dei dubbi relativi alla sua efficacia e si preoccupano maggiormente di altri aspetti”.

I risultati dello studio a livello italiano

Lo studio ha coinvolto 170 pazienti italiani. Analizzando le priorità specifiche per questo gruppo, osserviamo che alle prime tre posizioni i temi corrispondono alle stesse priorità espresse a livello internazionale. 

Mentre la “qualità e quantità degli ovociti” non sembra rappresentare una grande preoccupazione se osserviamo il dato medio internazionale, per gli italiani questo tema sale alla quarta posizione. Questo dato si spiega in base al fatto che i partecipanti italiani avevano un’età media superiore rispetto a quella dei pazienti delle altre nazioni (40,9 anni contro, ad esempio, i 35,6 dei danesi). Considerato che dopo i 35 anni la fertilità della donna declina molto rapidamente, con una riduzione significativa della quantità e qualità degli ovociti, è normale che un paziente informato, sopra i 35 anni di età, sia preoccupato per questo fattore. 

Il risultato italiano si discosta inoltre dalla media internazionale per due tematiche prioritarie differenti, assenti nel dato medio internazionale, ossia il mancato attecchimento degli embrioni e la diagnosi precoce di infertilità. Questo ultimo tema è strettamente legato alla problematica italiana di posticipare troppo a lungo il progetto di famiglia. L’Italia ha registrato negli ultimi 10 anni ben 130.000 nuovi nati in meno. Per uscire da questa trappola demografica sono necessarie campagne di prevenzione che informino le coppie ma anche i medici di base e ginecologi in merito alla vita fertile. Secondo un recente studio, infatti, il 56% dei ginecologici italiani crede erroneamente che il limite dell’età fertile della donna sia tra i 44 e i 50 anni e che la procreazione assistita possa sempre sopperire ai problemi di infertilità. Le coppie correttamente informate, che decidono comunque di posticipare la gravidanza, possono ricorrere alla crioconservazione dei propri gameti, aumentando considerevolmente le possibilità di avere, più avanti, un figlio in maniera naturale.

PRIORITA

RISULTATO INTERNAZIONALE

RISULTATO ITALIANO

1

Effetti collaterali dei trattamenti farmacologici per effettuare la PMA

Effetti collaterali dei trattamenti farmacologici per effettuare la PMA

2

Come affrontare la PMA dal punto di vista psicologico

Come affrontare la PMA dal punto di vista psicologico

3

Impatto dell’alimentazione sulla fertilità e sul successo dei trattamenti

Impatto dell’alimentazione sulla fertilità e sul successo dei trattamenti

4

Tassi di successo dei trattamenti di PMA

Qualità e quantità degli ovociti: come influenzano la fertilità

5

Stili di vita salutari e prevenzione dell’infertilità

Tassi di successo dei trattamenti di PMA

6

Rischi a lungo termine dei trattamenti di PMA

Terapie alternative per trattare e prevenire l’infertilità

7

Terapie alternative per trattare e prevenire l’infertilità

Mancato attecchimento degli embrioni 

8

Impatto dell’esercizio fisico su fertilità e successo dei trattamenti

Diagnosi precoce di infertilità

9

Qualità e quantità degli ovociti: come influenzano la fertilità

Rischi a lungo termine dei trattamenti di PMA

10

Cause genetiche e condizioni ereditarie che possono causare infertilità

Cause genetiche e condizioni ereditarie che possono causare infertilità

Nella tabella vengono evidenziati in azzurro i temi considerati prioritari in Italia ma non a livello internazionale (dato medio) e viceversa.

L’insegnamento più grande per i medici: la PMA deve essere affrontata con un approccio olistico

Secondo la direttrice scientifica mondiale del Gruppo Eugin, la dottoressa italiana Rita Vassena, l’insegnamento più grande che i medici possono trarre da questo studio è che i pazienti ripongono il massimo interesse in un approccio olistico all’infertilità, indipendentemente dalla loro nazionalità. “I pazienti desiderano essere seguiti secondo un approccio che tenga conto della loro persona nella sua totalità: dagli aspetti psicologici, all’alimentazione, agli stili di vita, punti indispensabili per promuovere attivamente la prevenzione. Dobbiamo tenere conto di queste preziose informazioni per orientare i nostri futuri progetti di ricerca. La nostra priorità è infatti quella di trattare le persone, non le malattie e di conseguenza trovare il migliore modo per farlo. La ricerca del Gruppo Eugin deve essere allineata alle esigenze dei pazienti, per questo abbiamo deciso di intensificare da subito gli investimenti proprio nelle aree indicate come prioritarie dai pazienti stessi nello studio”.

Hai dubbi o hai bisogno di maggiori informazioni?