5 Marzo 2021

Le patologie connesse alla sfera riproduttiva possono predire future malattie

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Lo scorso febbraio, EUGIN ha organizzato e tenuto il terzo Congresso Internazionale EBART (Evidence-based Assisted Reproduction Technology), quest’anno focalizzato non soltanto sui più recenti progressi e ricerche nell’ambito della riproduzione assistita, ma anche sulla salute riproduttiva come sentinella di possibili patologie future.

Ed è proprio questa la conclusione raggiunta dal paper presentato nel corso dell’evento dalla professoressa Anja Pinborg, specialista in medicina della riproduzione presso l’ospedale Universitario di Copenaghen (Danimarca), e intitolato “Il nostro lavoro non si conclude con un bambino sano: la fertilità come indicatore di salute generale e follow-up a lungo termine della madre ART”.

La relazione prodotta dalla professoressa Pinborg è il risultato di diversi studi sul tema, ed evidenzia come l’infertilità femminile possa essere considerata un importante segnale di possibili patologie future. Un esempio è rappresentato dalle pazienti affette da PCOS (Sindrome dell’Ovaio Policistico), alle quali si associa un maggiore rischio di sviluppare patologie cardio-metaboliche; oppure dalle donne con menopausa precoce o che hanno subito ricorrenti interruzioni di gravidanza, per le quali aumenta la possibilità di soffrire di malattie cardiovascolari.

Tale predizione è, peraltro, possibile anche su pazienti di sesso maschile, la cui qualità del campione seminale rappresenta un importante indicatore per la salute generale dell’individuo: in questo senso, a fronte di una scarsa qualità spermatica si associa una maggiore probabilità di malattie quali il diabete.

Commenta la dottoressa Rita Vassena, Direttrice Scientifica di Gruppo Eugin e co-direttore del Congresso: “Identificare queste tipologie di marker consente di agire nel campo della medicina preventiva e di contribuire a migliorare la salute generale della popolazione.”

La chiave di volta per questo tipo di approccio consiste nella collaborazione sinergica e coordinata di diverse branche della Medicina, cosicché la paziente a cui viene ad esempio diagnosticata la Sindrome dell’Ovaio Policistico possa essere immediatamente indirizzata verso lo specialista più appropriato per un’adeguata prevenzione o trattamento delle patologie associate al disturbo, e che potrebbero poi manifestarsi.

Il Congresso Internazionale EBART (Evidence-based Assisted Reproduction Technology) è un evento organizzato da Gruppo Eugin che riunisce, con cadenza biennale, i maggiori esperti mondiali di riproduzione assistita. Il terzo congresso, previsto per marzo 2020, è stato posticipato a causa del COVID-19 e, nel febbraio del 2021, ha vantato un panel di ben diciotto specialisti e la partecipazione record di oltre 2000 professionisti di 40 nazionalità diverse.

Oltre all’interessante paper firmato dalla professoressa Pinborg, l’edizione 2021 ha accolto anche una presentazione condotta dalla professoressa Fátima Crispi, direttrice e ricercatrice del gruppo di medicina fetale e perinatale all’Hospital Clínic di Barcellona.

Il team della dottoressa Crispi studia, da oltre dieci anni, l’impatto del basso peso alla nascita sulla salute degli adulti e ha recentemente pubblicato uno studio sulla rivista Scientific Reports in cui si evidenzia come le persone nate con peso inferiore a 2,5 chilogrammi abbiano un rischio tre volte maggiore di sviluppare un’infezione da COVID-19 in forma acuta.

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