La Fecondazione in Vitro Omologa è una tecnica di laboratorio che permette la fecondazione degli ovociti con gli spermatozoi, per l’appunto “in vitro”.

Il razionale è quello di riservare un piccolo spazio comune per l’ovocita e gli spermatozoi così da aumentare la probabilità del loro incontro. Incubando in una piccola provetta i gameti della coppia possiamo assistere al fenomeno della “fecondazione in provetta”.

Nel 1978 è nata la prima bambina mediante il trasferimento in utero di un embrione fecondato in provetta ed è stato coniato l’acronimo IVF-ET (“In Vitro Fertilization and Embryo Transfer”). In Italia tale tecnica viene indicata come FIVET.

Più recentemente, per la fecondazione in vitro si è iniziato ad utilizzare la tecnica nota anche come ICSI, il cui acronimo inglese significa “Intra Cytoplasmic Sperm Injection”, e che ha rappresentato una svolta nel trattamento dei problemi della fertilità di origine maschile legati alla motilità degli spermatozoi. Questa tecnica prevede sempre la fecondazione in vitro, ma anziché utilizzare uno spazio di incontro ristretto, prevede l’iniezione di un singolo spermatozoo direttamente all’interno di un singolo ovocita. 

Con l’ICSI è necessario un solo spermatozoo per ovocita. Una volta fecondato, l’ovocita dà origine allo zigote (la prima cellula del nuovo individuo) che dopo alcune divisioni cellulari genera l’embrione. L’embrione sarà quindi trasferito nell’utero della paziente per continuare il suo sviluppo e dare la gravidanza.

Ad oggi, la tecnica ICSI è applicata in oltre l’80% dei casi di Fecondazione In Vitro.

Quando è consigliata

Di solito, nel corso di un normale ciclo mestruale, si sviluppa ogni mese un solo ovocita. Per la fecondazione in vitro è tuttavia auspicabile ottenere più di un ovocita, quindi è necessario stimolare le ovaie con ormoni per ottenere più ovociti maturi contemporaneamente. 

La fecondazione in vitro è di solito indicata quando vi è una quantità insufficiente di spermatozoi per eseguire l’inseminazione intrauterina o quando ci sono ostruzioni o danni alle tube di Falloppio, e non c’è altra possibilità di gravidanza, o ancora dopo vari tentativi di inseminazione intrauterina senza esito positivo, o anche quando l’età della paziente può essere considerata avanzata e quando vi è un lungo periodo di infertilità.

Le fasi della Fecondazione in Vitro

Controllo e stimolazione delle ovaie.

Avviene attraverso la somministrazione di ormoni (follicolo-stimolante FSH e in alcuni casi, luteostimolante LH). Lo sviluppo del ciclo è monitorato con ecografie fino a verificare che il numero e le dimensioni dei follicoli siano adeguati. È allora che la somministrazione di un altro ormone che induce naturalmente l’ovulazione (LH o ormone luteostimolante), provoca la completa maturazione dell’ovocita.

Prelievo degli ovociti e fecondazione in vitro.

Il prelievo degli ovociti avviene tramite puntura ed aspirazione dei follicoli. Si tratta di una procedura che richiede sedazione anestesiologica generale. Una volta prelevati, gli ovociti sono conservati alcune ore in un mezzo di coltura mentre si esegue la preparazione del liquido seminale per isolare gli spermatozoi mobili. Se la tecnica da utilizzare è l’ICSI (microiniezione intracitoplasmatica di uno spermatozoo per ovocita maturo), gli ovociti vengono denudati, ossia vengono rimosse le cellule circostanti la superficie, e viene iniettato all’interno di ciascuno un singolo spermatozoo. Nel nostro centro si pratica la ICSI in un’alta percentuale di casi, salvo laddove diversamente indicato. Nel caso in cui si pratichi una fecondazione in vitro classica (FIVET) gli spermatozoi (tra 50.000 e 100.000) sono inseriti nel mezzo di coltura in cui si trovano gli ovociti e, il giorno seguente, si verifica quanti di essi siano stati fecondati. Ovviamente, maggiore è il numero di ovociti e migliore è la qualità dello sperma, maggiore sarà la possibilità di ottenere embrioni.

Coltura degli embrioni.

Gli ovociti fecondati (zigoti) vengono mantenuti in laboratorio in condizioni di temperatura controllata (37°C) e atmosfera con 5% Ossigeno e 6% di Anidride Carbonica. Tutti i centri Eugin utilizzano incubatori di ultima generazione muniti di tecnologia “Time Lapse” che oltre a mantenere le condizioni fisiche atmosferiche ideali permettono di captare le immagini dello sviluppo cellulare ogni 10 min. Questo permette un controllo visivo continuo degli embrioni che consente di poter riconoscere le corrette fasi di sviluppo embrionale. La coltura degli embrioni può protrarsi fino alla sesta giornata dalla fecondazione.

Trasferimento embrionario.

Il giorno del trasferimento, tra il secondo e il quinto giorno successivo alla fecondazione, a seconda dei casi, vengono selezionati i pre-embrioni che presentano le migliori caratteristiche di sviluppo. Normalmente il numero medio di embrioni trasferiti è di uno o due, a seconda del giorno del trasferimento e delle caratteristiche cliniche e personali di ogni paziente. Gli embrioni vengono caricati in un sottile catetere e depositati all’interno dell’utero, precisamente nell’endometrio, da parte del ginecologo. Non è necessaria anestesia. Degli embrioni trasferiti, di solito solo uno si impianta, ma bisogna tenere presente che in alcune occasioni se ne potrebbero impiantare anche di più, dando luogo a una gravidanza multipla. È per questo motivo che risulta necessario adattare il numero di embrioni trasferiti al caso di ogni paziente.

Crioconservazione.

Gli eventuali embrioni sovrannumerari (non trasferiti) vengono congelati in azoto liquido (questa crioconservazione è nota come “vitrificazione”) e quindi immagazzinati nella banca degli embrioni. Tali embrioni possono essere utilizzati in cicli successivi, se la gravidanza non viene raggiunta al primo tentativo.

La durata del trattamento

La fecondazione in vitro omologa richiede circa un mese di preparazione, partendo da una mestruazione.

Vuoi saperne di più?