25 Giugno 2026

Motilità degli spermatozoi e concentrazione nemaspermica: cosa sapere

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Quando una gravidanza tarda ad arrivare in modo naturale, la valutazione della fertilità riguarda sempre la coppia nel suo insieme. Oltre agli esami riservati alla partner femminile, anche il partner maschile è coinvolto in un primo inquadramento diagnostico attraverso una serie di accertamenti medici. Tra questi, lo spermiogramma è senza dubbio uno dei più importanti.

Lo spermiogramma è l’analisi di un campione di liquido seminale ottenuto tramite masturbazione che aiuta a definire il potenziale fertile dell’uomo. Permette di valutare diversi parametri, tra cui volume dell’eiaculato, concentrazione nemaspermica, motilità e morfologia degli spermatozoi. Questi dati aiutano lo specialista a comprendere se esistono alterazioni che possono incidere sulle probabilità di concepimento naturale o rendere opportuni ulteriori approfondimenti.

È importante comunque ricordare che il referto dello spermiogramma non deve essere interpretato in modo isolato: un valore sotto soglia non equivale automaticamente a una condizione di infertilità, così come valori nella norma non garantiscono sempre una gravidanza spontanea. La corretta lettura dipende da molteplici fattori concorrenti, che includono la storia clinica della coppia, il tempo di ricerca della gravidanza, l’età dei partner e gli eventuali altri esami o trattamenti precedentemente eseguiti.

Come leggere uno spermiogramma

In termini molto semplici, lo spermiogramma fornisce una fotografia della qualità del liquido seminale in un preciso momento. In presenza di risultati alterati o borderline, lo specialista può pertanto indicare la ripetizione dell’esame a distanza di alcune settimane.

Tra i parametri principali riportati nel referto rientrano il volume, cioè la quantità di liquido seminale raccolto; la concentrazione nemaspermica, che indica il numero di spermatozoi presenti in un millilitro; e la conta totale, calcolata considerando insieme concentrazione e volume dell’eiaculato.

Un altro dato essenziale è la motilità degli spermatozoi, ossia la percentuale di spermatozoi mobili nel campione. La qualità del loro movimento viene analizzata nel dettaglio evidenziando se la motilità è di tipo “progressiva rapida”, “progressiva lenta”, “non progressiva” o se gli spermatozoi sono immobili. Lo spermiogramma valuta inoltre la morfologia, ossia la percentuale di spermatozoi con forma della testa e del flagello nella norma. Contestualmente, si valutano anche altri elementi come pH, tempo di liquefazione ed eventuale presenza di leucociti.

Per leggere correttamente il referto, i dati relativi a concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi andranno esaminati e valutati in modo sinergico: una concentrazione ridotta può ad esempio avere un significato diverso se la motilità è buona o la conta totale è ritenuta adeguata. Allo stesso modo, una motilità compromessa (si pensi ad esempio alla cosiddetta astezoospermia, che si verifica quando la percentuale di spermatozoi mobili è inferiore al 32%) può incidere sulle possibilità di concepimento anche in presenza di un numero sufficiente di spermatozoi.

Cosa significa “concentrazione nemaspermica” e quali sono implicazioni?

La concentrazione nemaspermica indica quanti spermatozoi sono presenti in un millilitro di liquido seminale. È uno dei parametri più importanti dello spermiogramma perché fornisce una prima indicazione sulla produzione di spermatozoi da parte del partner maschile.

Quando la concentrazione è inferiore ai valori di riferimento, si parla di oligozoospermia. Nei casi più severi, in cui il numero di spermatozoi può essere molto basso, si parla di criptozoospermia; se invece gli spermatozoi sono totalmente assenti nell’eiaculato, si parla di azoospermia.

Una concentrazione nemaspermica ridotta può dipendere da cause diverse. Tra le più frequenti rientrano:

  • Alterazioni ormonali o genetiche: che possono incidere sui meccanismi di funzionamento del testicolo che regolano la produzione spermatica.
  • Stile di vita: fumo, alcol, obesità e stress possono influire negativamente sulla qualità del liquido seminale.
  • Varicocele: dilatazione delle vene del testicolo, che può alterare temperatura locale e qualità della spermatogenesi.
  • Infezioni e patologie testicolari: che possono interferire con la produzione o la funzionalità degli spermatozoi.
  • Esposizione a calore, sostanze tossiche o terapie specifiche: che può compromettere temporaneamente o stabilmente la spermatogenesi.

Il dato va sempre letto insieme alla conta totale. Due pazienti possono ad esempio avere la stessa concentrazione per millilitro, ma una conta totale diversa se il volume dell’eiaculato cambia. Per questo motivo, il medico valuta il quadro clinico nel suo complesso – senza limitarsi al singolo risultato.

Motilità degli spermatozoi: perché è importante

La motilità degli spermatozoi descrive, essenzialmente, la loro capacità di muoversi. È un parametro centrale nella valutazione della fertilità maschile perché, per fecondare l’ovocita, gli spermatozoi devono poter avanzare lungo l’apparato genitale femminile.

Nel referto si distingue in genere tra motilità progressiva, motilità non progressiva e spermatozoi immobili. La motilità progressiva indica che gli spermatozoi si muovono avanzando in modo efficace. La motilità non progressiva indica invece movimenti presenti, ma meno utili ai fini del raggiungimento dell’ovocita.

Quando la motilità è particolarmente ridotta (inferiore al 32%), si parla della già citata astenozoospermia, considerata grave quando la percentuale di spermatozoi mobili è al di sotto del 20%. Anche in questo caso, le possibili cause sono diverse: stress ossidativo, fumo, sovrappeso, assunzione di droghe o farmaci, infezioni, varicocele, febbre recente, esposizione a calore e alcuni fattori ambientali o lavorativi.

Una motilità sotto i valori di riferimento può ridurre le probabilità di concepimento spontaneo, soprattutto se associata a bassa concentrazione nemaspermica o alterazioni della morfologia degli spermatozoi. La valutazione da parte di specialisti in Medicina della Riproduzione permette di accertare se il dato ha un significato transitorio o se richiede invece indagini mirate.

Spermiogramma: i valori normali secondo l’OMS

I valori di riferimento più utilizzati per lo spermiogramma derivano dal manuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’esame e il trattamento del liquido seminale. La sesta edizione del manuale OMS, pubblicata nel 2021, riporta valori di riferimento utili per orientare l’interpretazione dei principali parametri seminali.

Parametro Valore di riferimento
Volume dell’eiaculato ≥ 1,4 ml
Concentrazione nemaspermica ≥ 16 milioni/ml
Conta totale ≥ 39 milioni per eiaculato
Motilità totale ≥ 42%
Motilità progressiva ≥ 30%
Morfologia ≥ 4% forme normali

 

Questi valori vanno considerati soglie di riferimento, non confini assoluti tra fertilità e infertilità. L’OMS stessa sottolinea l’importanza di una lettura clinica dei risultati, perché lo spermiogramma è uno strumento diagnostico da inserire in una valutazione clinica più ampia del partner maschile e della coppia.

Quando il partner maschile dovrebbe fare approfondimenti

Gli approfondimenti sono indicati per il partner maschile quando lo spermiogramma mostra valori alterati, soprattutto se l’alterazione viene confermata in un secondo esame. Il liquido seminale può infatti variare nel tempo e risentire di fattori temporanei, come febbre, stress intenso, terapie farmacologiche recenti o abitudini di vita.

È consigliabile rivolgersi a uno specialista in Medicina della Riproduzione anche quando la gravidanza non arriva in modo naturale dopo 12 mesi di rapporti mirati e non protetti. Se la partner femminile ha più di 35 anni, la valutazione dovrebbe essere anticipata dopo circa 6 mesi, perché il fattore tempo incide in modo significativo sulle possibilità riproduttive.

Ulteriori accertamenti possono essere utili anche in presenza di varicocele noto, infezioni genitourinarie, precedenti interventi chirurgici, traumi testicolari, terapie oncologiche o familiarità per condizioni genetiche.

Gli esami di approfondimento possono comprendere visita andrologica, dosaggi ormonali, ecografia scrotale, esami microbiologici del liquido seminale, e test di frammentazione del DNA spermatico quando ritenuto opportuno dal medico.

Presso le cliniche Eugin, la prima visita consente di effettuare un inquadramento completo della situazione clinica e riproduttiva della coppia. In questa fase vengono infatti valutati gli esami già disponibili e, se necessario, indicati gli approfondimenti diagnostici più adeguati. Molti esami possono essere eseguiti direttamente presso le cliniche Eugin, con notevoli vantaggi economici oltre che in termini di continuità e gestione unificata del percorso.

I trattamenti possibili per migliorare la fertilità maschile

Le possibili opzioni per migliorare la fertilità maschile dipendono dalla causa individuata. In presenza di infezioni o infiammazioni, il medico può indicare terapie mirate; se emergono alterazioni ormonali, può essere invece necessario un approfondimento endocrinologico; quando è presente un varicocele significativo, lo specialista valuta se intervenire in base al quadro clinico e agli altri parametri seminali.

Anche lo stile di vita può giocare un ruolo importante nell’ottenimento di una gravidanza. Smettere di fumare, ridurre il consumo di alcol, mantenere un peso corporeo nei limiti, limitare l’esposizione al calore nella zona testicolare e seguire un’alimentazione varia ed equilibrata può contribuire a migliorare la salute riproduttiva maschile. L’eventuale assunzione di integratori deve invece essere valutata sempre con il medico, tenendo conto che, sebbene alcuni nutrienti possano essere utili in casi selezionati, non sostituiscono comunque la diagnosi né garantiscono un miglioramento dei parametri seminali.

Quando le alterazioni dello spermiogramma sono più marcate, oppure quando al fattore maschile si associano altri elementi clinici della coppia, lo specialista può proporre un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita. In base alla situazione, potranno essere considerate tecniche di PMA omologa o eterologa.

La scelta del trattamento dipende da diversi fattori: qualità del liquido seminale, età della partner femminile, riserva ovarica, durata della ricerca di gravidanza, eventuali patologie note e trattamenti precedenti. Per questo motivo, il percorso deve necessariamente essere personalizzato.

Cliniche Eugin: dalla prima visita di PMA al percorso verso la genitorialità

Motilità degli spermatozoi e concentrazione nemaspermica rientrano tra i parametri fondamentali per valutare la fertilità maschile, ma acquistano significato solo all’interno di una lettura specialistica mirata e omnicomprensiva. Lo spermiogramma è spesso il primo passo per comprendere se esiste un fattore maschile e se sono necessari ulteriori accertamenti.

Affrontare questi esami con il supporto di un team medico esperto permette di ridurre dubbi e tempi di attesa, orientando la coppia verso il percorso più indicato.

Se hai già eseguito uno spermiogramma o desideri approfondire la fertilità della tua coppia, puoi prenotare una prima visita presso la clinica Eugin più vicina: gli specialisti valuteranno la storia clinica, gli esami disponibili e gli eventuali approfondimenti necessari per individuare il trattamento più indicato.

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