L’ovodonazione è una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita Eterologa che utilizza gli ovociti di una donatrice esterna alla coppia per ottenere embrioni da trasferire nell’utero della paziente ricevente. È in genere indicata quando gli ovociti della donna sono assenti, disponibili in numero molto ridotto o presentano caratteristiche che renderebbero difficile ottenere una gravidanza utilizzando altri trattamenti.
Il ricorso agli ovociti donati permette di superare alcuni dei principali limiti legati all’età della partner femminile e alla sua riserva ovarica. In termini pratici, l’ovodonazione offre possibilità concrete di rimanere incinta dopo i 40 anni, anche quando precedenti trattamenti con ovociti propri non hanno portato al risultato desiderato.
L’indicazione della tecnica di PMA più corretta è comunque sempre il risultato di una valutazione specialistica della coppia, poiché età, stato di salute generale ed eventuali trattamenti già eseguiti contribuiscono alla definizione del percorso con le maggiori probabilità di successo.
Sommario
Quando si ricorre all’ovodonazione?
L’ovodonazione viene presa in considerazione quando le ovaie non producono più ovociti o quando la quantità o la qualità di quelli disponibili riduce sensibilmente le possibilità di successo con un trattamento di fecondazione assistita omologa.
Una delle possibili indicazioni è l’insufficienza ovarica precoce, una condizione in cui la funzione delle ovaie si esaurisce prima dell’età fisiologica della menopausa. Può avere origine genetica o immunologica, oppure comparire dopo interventi chirurgici alle ovaie, trattamenti di chemioterapia o radioterapia. In altri casi, la causa dell’insufficienza ovarica precoce può essere idiopatica, ossia sconosciuta.
La donazione di ovociti è indicata anche per le donne che, pur in presenza di un ciclo mestruale regolare, presentano una riserva ovarica molto ridotta. Valori bassi dell’ormone antimulleriano, una conta limitata dei follicoli antrali o una risposta insufficiente alla stimolazione sono tutti fattori che possono suggerire una ridotta disponibilità di ovociti.
Un’altra situazione frequente riguarda i fallimenti ripetuti di precedenti trattamenti di fecondazione in vitro. Nel caso in cui gli ovociti non si fecondino, gli embrioni interrompano precocemente lo sviluppo o non si ottenga l’impianto dopo diversi tentativi, lo specialista di Medicina della Riproduzione potrà valutare se la qualità ovocitaria abbia avuto un ruolo determinante.
Infine, l’ovodonazione è una delle opzioni possibili quando la paziente presenta una patologia genetica trasmissibile o una condizione medica che rende sconsigliabile la stimolazione ovarica. Anche in questo caso, si opterà per il percorso di PMA più idoneo solo dopo aver esaminato la storia clinica e le alternative disponibili.
Età della paziente e riserva ovarica: due fattori da non sottovalutare
La riserva ovarica è il patrimonio di ovociti ancora presente nelle ovaie. La sua riduzione è un processo fisiologico che accompagna l’avanzare dell’età, anche se rapidità e caratteristiche possono variare da donna a donna.
A partire dai 35 anni, il calo della fertilità diventa in genere più evidente. Man mano che il tempo trascorre, il numero degli ovociti disponibili diminuisce e la probabilità che si presentino alterazioni cromosomiche nel feto aumenta. Tale situazione non solo rende più difficile la fecondazione, ma può anche ostacolare lo sviluppo embrionale e aumentare il rischio di aborto spontaneo.
È inoltre importante precisare che una donna può avere una qualità ovocitaria meno favorevole anche in presenza di cicli regolari, poiché, sebbene la comparsa delle mestruazioni indichi che l’attività ovarica prosegue, non permette – da sola – di stimare le probabilità di ottenere una gravidanza.
Per valutare la riserva ovarica, il medico può richiedere esami ormonali mirati, tra cui il dosaggio dell’AMH (il già citato ormone antimulleriano), ed eseguire un’ecografia per contare i follicoli antrali. Anche se questi dati aiutano a prevedere la risposta alla stimolazione, non misurano comunque in modo diretto la qualità genetica degli ovociti, che dipende soprattutto dall’età della paziente.
Nell’ovodonazione, gli ovociti provengono sempre da donne giovani selezionate attraverso accurati controlli medici e psicologici. Di conseguenza, le probabilità di gravidanza dipendono in misura maggiore dalle caratteristiche della donatrice rispetto all’età della ricevente.
Rimanere incinta dopo i 40 anni attraverso l’ovodonazione è quindi possibile anche quando l’utilizzo degli ovociti propri offre prospettive molto limitate, ferme restanti accurate valutazioni preliminari per il corretto inquadramento della salute generale della coppia.
Le percentuali di successo dell’ovodonazione
Le percentuali di successo dell’ovodonazione possono fare riferimento al singolo trasferimento embrionario oppure all’intero ciclo (la cosiddetta “percentuale cumulativa”). Nel primo caso, il dato indica quante gravidanze si ottengono dopo un embryo transfer; la percentuale cumulativa considera invece tutti i trasferimenti effettuati con gli embrioni ottenuti nello stesso ciclo, compresi quelli crioconservati.
Nei trattamenti con ovodonazione effettuati presso Eugin, la percentuale di gravidanza per singolo embryo transfer è pari al 45,8%. La probabilità cumulativa raggiunge invece il 65% al primo ciclo, utilizzando tutti gli embrioni prodotti nel ciclo, attraverso vari trasferimenti. Dopo tre cicli, la percentuale di gravidanza cumulativa arriva infine al 96,9%.
Questi dati non significano ovviamente che il singolo trattamento garantisca una gravidanza: la probabilità cumulativa cresce perché prende in considerazione più trasferimenti embrionari, compresi quelli effettuati con embrioni crioconservati.
Nell’ovodonazione, l’età della ricevente ha un’incidenza minore rispetto a quanto avviene nei trattamenti con ovociti propri. Le percentuali possono quindi rimanere elevate anche oltre i 40 anni, purché l’utero sia idoneo ad accogliere l’embrione e non siano presenti condizioni cliniche che possano ostacolare l’impianto o la prosecuzione della gravidanza.
Dal momento che anche fattori come la qualità del liquido seminale e la recettività endometriale possono influire sul risultato, le percentuali generali devono sempre essere interpretate alla luce della situazione della coppia.
Ovodonazione: come avviene il percorso clinico in Eugin
In Eugin, il percorso di procreazione medicalmente assistita inizia con una prima visita specialistica, nel corso della quale viene esaminata con attenzione la storia clinica e riproduttiva della coppia. Gli specialisti in Medicina della Riproduzione delle nostre cliniche valutano gli esami già disponibili e indicano gli eventuali approfondimenti necessari per verificare le condizioni dell’utero e dell’endometrio. Quando si utilizza il seme del partner, viene analizzata anche la fertilità maschile.
La donatrice di ovociti è selezionata a seguito di accurati controlli clinici, genetici e psicologici. La donazione è anonima e l’abbinamento viene effettuato considerando le caratteristiche fisiche della ricevente e della coppia, oltre alla compatibilità del gruppo sanguigno. Nelle cliniche Eugin, l’età media delle donatrici è di 27 anni, e comunque sempre inferiore ai 35 anni.
Gli ovociti ottenuti dalla donatrice vengono fecondati in laboratorio con gli spermatozoi del partner (o del donatore, in caso di doppia donazione) attraverso la tecnica ICSI.
Nel frattempo, la paziente ricevente segue una terapia destinata a preparare l’endometrio al trattamento. Gli embrioni vengono coltivati in laboratorio e monitorati durante lo sviluppo, e quello selezionato viene poi trasferito nell’utero mediante un sottile catetere, senza necessità di anestesia.
Gli eventuali embrioni idonei che non vengono trasferiti possono essere vitrificati e conservati per tentativi successivi. In questo modo, un singolo ciclo può rendere disponibili più opportunità di trasferimento e contribuire all’aumento della probabilità cumulativa di gravidanza.
La durata complessiva del trattamento varia normalmente tra le sei e le 12 settimane. In ogni caso, in Eugin non vi è alcuna lista d’attesa: ciò significa che è possibile iniziare subito.
Prenotare una prima visita permette di capire, insieme al nostro team di specialisti, se l’ovodonazione può rappresentare una possibilità concreta per il tuo progetto di maternità: trova oggi stesso la clinica Eugin più vicina a te.


