11 Febbraio 2022

Come affrontare meglio il percorso di PMA con l’aiuto dell’alimentazione

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Sebbene non esistano alimenti “miracolosi” per la fertilità, la varietà dei cibi e la frequenza di consumo possono aiutare ad affrontare al meglio il percorso di Procreazione Medicalmente Assistita. Ho approfondito il discorso con la mia collega dottoressa Claudia Banfi, nutrizionista presso clinica Eugin, per offrire alle coppie alcuni preziosi suggerimenti da mettere in pratica già a partire dalla fase preparatoria.

Va prima di tutto precisato che, quando si ricerca una gravidanza – sia essa naturale o risultato di un percorso di PMA – le abitudini alimentari e gli stili di vita sono fondamentali per aumentare le possibilità di concepimento e la nascita di un bambino sano. Una dieta non equilibrata e una massa grassa corporea non adeguata influiscono negativamente sulla qualità dei gameti, sia nella donna che nell’uomo. Inoltre, un peso corporeo non adeguato può comportare una risposta anomala alle terapie di induzione farmacologica dell’ovulazione utilizzate nel corso della PMA e tradursi nell’aumento del numero dei cicli necessari per raggiungere la gravidanza. Da ultimo, con alcuni accorgimenti dietetici è possibile ridurre gli effetti collaterali della terapia farmacologica, quali stipsi, cefalea, ritenzione idrica e gonfiore addominale.

Le molecole antiossidanti e gli alimenti che le contengono

Il primo argomento affrontato con la dottoressa Banfi riguarda l’importanza delle molecole antiossidanti e i diversi alimenti che possono aiutare ad assumerle.

“Il consumo di frutta e verdura di stagione è fondamentale per assumere la giusta quantità di molecole antiossidanti, valide alleate soprattutto in caso di infertilità maschile sine causa: verdure arancioni – ricche in betacarotene, precursore della vitamina A -, verdure a foglia verde – ricche in folati -, crucifere, frutti di bosco e frutti rossi come fragole e melagrane,” spiega la collega. “Utili in tal senso anche le erbe aromatiche e le spezie, soprattutto zenzero, curcuma e cannella, validi alleati anche per insaporire le pietanze riducendo l’utilizzo di sale, che si nasconde in alimenti quali pane, pizza, cracker, patatine ma anche fette biscottate e biscotti, salumi e formaggi, pesce conservato o affumicato, salse e sughi pronti, cibi in salamoia, piatti pronti. Meno cibi confezionati e processati a livello industriale, dunque, e più cibi freschi e nutrienti.”

Attenzione ai livelli di insulina: l’alimentazione a basso carico glicemico

Quando si parla invece di mantenere sotto controllo i livelli di insulina nemici dell’equilibrio ormonale, la dottoressa Banfi ci ricorda che è sempre consigliabile un’alimentazione a basso carico glicemico.

Ridurre gli zuccheri semplici, contenuti in alimenti quali biscotti, cornflakes, gelati, dolci di vario tipo, barrette ma anche yogurt – ad eccezione di quelli bianchi -, zucchero, miele e marmellate è sicuramente un primo passo, ma è importante anche ridurre il consumo dei cereali raffinati e dei loro derivati, a favore dei cereali integrali.”

Come assumere le fibre in modo corretto

Per quanto riguarda le fibre, presenti nei cereali integrali, nei legumi, nella frutta e nella verdura di stagione, anch’esse andrebbero assunte in modo corretto perché possano svolgere al meglio il loro compito: rallentando l’ingresso del glucosio nel sangue, le fibre hanno effetti favorevoli sull’equilibrio insulinemico ed endocrino e consentono di regolarizzare l’alvo intestinale, ottimizzare il metabolismo e favorire l’eliminazione degli ormoni che hanno terminato la loro funzione, specie nei casi a rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica.

Spiega ancora la dottoressa Banfi: “Inoltre, le fibre nutrono la flora batterica, il cui equilibrio è fondamentale per la salute dell’organismo e per garantire il mantenimento del delicato equilibrio tra le specie batteriche che colonizzano l’endometrio, elemento chiave durante l’impianto embrionale, aumentando le probabilità di successo riproduttivo”.

Il ruolo giocato da grassi e proteine prima e durante i cicli di Procreazione Medicalmente Assistita

Infine, vale la pena spendere qualche parola sul ruolo giocato da grassi e proteine prima e durante i cicli di PMA.

“Non possono mancare nella dieta fonti di grassi buoni, amici indiscussi della fertilità: olio extravergine di oliva, avocado, cocco, olive, semi oleosi e frutta secca a guscio ma anche uova biologiche, pesce azzurro e salmone selvaggio, ricchi in acidi grassi omega-3. Parimenti importanti sono le fonti proteiche – indispensabili per le cellule gametiche in via di sviluppo – di cui si consiglia il consumo a ogni pasto: pesce, uova e carni di qualità. Da limitare invece salumi e formaggi stagionati – fonti di acidi grassi saturi e sale – ma anche di formaggi freschi e latticini in generale. Utile, invece, il consumo quotidiano di yogurt bianco come fonte di probiotici, batteri buoni per il nostro intestino. Inoltre, un lieve incremento dell’introito proteico durante la stimolazione ovarica si è dimostrato utile per contenere il rischio di iperstimolazione ovarica,” conclude la collega.

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