25 Aprile 2014

È possibile conoscere la qualità dei miei ovociti?

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Esistono analisi mediche che indicano la quantità di ovociti e orientano sulle probabilità di successo di un trattamento

Quando una donna nasce, le sue ovaie contengono circa 400.000 ovociti, di cui solo 400 matureranno per diventare ovociti maturi e pronti ad essere fecondati. Si tratta della cosiddetta riserva ovarica che diminuisce e perde di qualità con il passare degli anni. Sebbene non esistano tecniche per poter migliorare la qualità di questi ovociti, possiamo però sapere quanti ve ne sono a disposizione e, in questo modo, sapere meglio quali siano le probabilità di gravidanza in seguito al trattamento.

“Per misurare la riserva ovarica effettuiamo un esame ormonale e una conta ecografica dei follicoli che ci permettono di sapere quanti ovociti ha la donna in quel ciclo” spiega il dott. Josep Gonzalo, specialista in riproduzione assistita della Clinica Eugin. “In quanto alla qualità, invece, è più difficile da definire e misurare. Sappiamo che la qualità ovocitaria è inversamente proporzionale all’età”, aggiunge.

Ovulo sano: maggiore probabilità di fecondazione

La qualità ovocitaria determina in gran parte il successo della fecondazione e, pertanto, la probabilità di gravidanza. Quindi, una donna giovane, di meno di trent’anni, avrà ovociti con maggiore probabilità di essere fecondati rispetto a una donna di oltre quarant’anni.

Il passare degli anni causa l’invecchiamento delle cellule del nostro corpo, tra cui gli ovociti. Quando questi iniziano a deteriorarsi, perdono alcuni componenti che ne assicurano il buon funzionamento, come ad esempio gli elementi del citoplasma, presente all’interno dell’ovulo. “Questo processo di solito si accentua a partire dai 35 anni”, spiega il dott. Gonzalo, “ed è a partire dai 43 che il deterioramento degli ovociti implica una grande difficoltà a portare a termine una gravidanza”.

La perdita della quantità e qualità degli ovociti può anche verificarsi in donne più giovani, in presenza di difetti ovarici causati dall’insorgenza precoce della menopausa o da cattive abitudini – quali il fumo – o per altri motivi. “Ciò diventa evidente quando, dopo essersi sottoposte a vari trattamenti di riproduzione assistita, nessuno di essi funziona”, spiega il dottor Gonzalo.

La qualità degli ovociti si può comprovare solo dopo che la donna ha cercato di rimanere incinta in modo naturale o si è sottoposta a un trattamento di riproduzione assistita che non ha sortito i risultati sperati.

La valutazione della riserva ovarica

“Sebbene la qualità degli ovociti non si possa migliorare con nessuna tecnica”, spiega il dottore, “se la donna ha manifesti problemi di fertilità, è possibile effettuare un’analisi per conoscere la riserva ovarica e decidere quindi quale sia il trattamento di riproduzione assistita più opportuno’, assicura.

Uno dei metodi di valutazione della riserva ovarica è la conta del numero dei follicoli antrali, ovvero le strutture che accolgono al proprio interno gli ovociti e in cui questi hanno iniziato a svilupparsi. Attraverso questa informazione si può sapere in che modo la donna risponderà alla stimolazione ovarica e quali possibilità di successo avrà il trattamento di riproduzione assistita. Un altro modo per valutare la riserva ovarica della donna è mediante il diagramma ormonale del sangue.

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