7 Maggio 2014

Il trasferimento dell’embrione, il giorno 3 o il giorno 5?

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Varia in base all’anamnesi di ciascuna paziente

Il trasferimento dell’embrione è, congiuntamente al momento del test di gravidanza, uno dei momenti culminanti del trattamento di riproduzione assistita. Una volta effettuata la punzione follicolare e fecondato l’ovocita in laboratorio, l’embrione inizia a svilupparsi: manca solo il trasferimento nell’utero della futura mamma. Suddetto trasferimento si può effettuare il giorno 2-3 dopo la punzione oppure il giorno 5-6. Da cosa dipende? Le diamo la risposta per mano della dott.ssa Marta Colodrón, specialista in riproduzione assistita presso Eugin.

“In una gravidanza naturale, l’embrione arriva all’utero e si impianta nell’endometrio nel giorno 5-6 di vita”, assicura la dottoressa Colodrón. “In un laboratorio di riproduzione assistita, tuttavia, l’evoluzione dell’embrione nell’incubatrice dal giorno 3 al 5 è più delicata: è quando si trasforma da organismo di 4-8 cellule a una blastocisti con centinaia di cellule. Se aspettiamo fino al giorno 5, corriamo il rischio che nessun embrione sia in buone condizioni e si debba quindi annullare il trasferimento”, prosegue.

Per questo motivo, la maggior parte dei trasferimenti si effettua nei giorni 2-3 dopo la punzione, “In questo momento l’embrione si trova in una fase di sviluppo, ma in laboratorio possiamo assicurarci che siano presenti le condizioni necessarie affinché vada tutto bene”, assicura la dottoressa.

Strategia negli errori di impianto

Tuttavia, in alcune donne, si valuta l’opzione di realizzare il trasferimento nel giorno 5, quando l’embrione è già diventato una blastocisti. “SI tratta di pazienti in cui, dopo aver effettuato varie fecondazioni in vitro con trasferimento nel giorno 2-3, si sono verificati diversi errori di impianto”, assicura la dott.ssa Colodrón. “Ad ogni modo, si tratta di un’opzione che discutiamo insieme alla paziente prima del trasferimento, ma che poi valutiamo il giorno 3 insieme ai biologi, i quali ci consigliano se è opportuno attendere il giorno 5 o no, in base al numero di embrioni disponibili e al loro sviluppo”, afferma.

Realizzare il trasferimento il giorno 5 è un’opzione che si considera anche per quelle donne in cui si trasferirà un solo embrione al fine di evitare una gravidanza gemellare, sia per desidero esplicito o per questioni mediche, come nei casi di diabete o ipertensione.

Valutare caso per caso

In qualsiasi caso, è necessario considerare le circostanze specifiche di ogni paziente per decidere quale sia il giorno più adeguato per effettuare il trasferimento dell’embrione. In questa decisione sarà coinvolto il medico che supervisiona il trattamento, il quale deciderà, in base all’anamnesi della paziente, se sia necessario cambiare il giorno del trasferimento.

La decisione, inoltre, può essere presa anche quando l’embriologo osserva gli embrioni. “È possibile, ad esempio, che sia previsto un trasferimento il giorno 3, ma che quando l’embriologo osserva gli embrioni decida che, per il numero e lo sviluppo degli stessi, sia preferibile posticipare il trasferimento per effettuare una selezione migliore”, spiega la dott.ssa Colodrón. “Questa è una possibilità che si commenta alla paziente e la decisione finale viene presa insieme al medico”, conclude.

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