12 Maggio 2014

Le due settimane di attesa

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Un articolo di Kate Brian, giornalista e autrice di quattro libri sulla maternità e l’infertilità

Prima di iniziare un trattamento di riproduzione assistita, si crede che la parte più difficile sia quella relativa agli aspetti medici: le iniezioni, i farmaci, le visite e la clinica… Ma, di fatto, ciò che è realmente più difficile da gestire sono gli alti e bassi emotivi che si vivono durante il trattamento. Nella fattispecie, mi riferisco ai quindici giorni che intercorrono tra il trasferimento embrionale e il momento in cui scoprirai se sei rimasta incinta: le cosiddette “due settimane di attesa”.

Quando hai cercato di rimanere incinta per diverso tempo senza risultati, le due settimane di attesa prima di sapere se il trattamento è andato a buon fine sembrano un orizzonte interminabile.

I medici ti faranno raccomandazioni su cosa evitare di fare durante quei quindici giorni, ma quasi tutto si riduce al buon senso, poiché è poco plausibile che tu faccia qualcosa che possa diminuire le probabilità di successo.

È possibile invece che attività che rientrano normalmente nella tua vita ti sembrino improvvisamente una minaccia che potrebbe ripercuotersi sul risultato del trattamento, e che tu ritenga che la cosa migliore da fare sia estraniarsi da tutto e passare il tuo tempo a letto.

Puoi stare tranquilla, però: diversi studi confermano la completa inutilità del riposo forzato dopo il trasferimento dell’embrione.

Cosa puoi fare per trascorrere le due settimane di attesa nel miglior modo possibile?

  • Assicurati di seguire una dieta sana ed equilibrata specialmente in questi giorni, evitando il cibo spazzatura. Ti aiuterà a sentirti meglio. Apportando al tuo corpo le vitamine e i nutrienti necessari, sperimenterai inoltre un migliore benessere.
  • Se hai raccontato del tuo trattamento a familiari e amici, può essere utile limitare il numero di persone che sappiano esattamente quando questo è iniziato e in quale momento tu sia in attesa di sapere se ha funzionato. Ricorda che può essere fastidioso avere attorno tanta gente che continua a domandare se ci siano novità.
  • Tenerti occupata è fondamentale per affrontare al meglio le due settimane di attesa. Per molte donne, lavorare e condurre una vita il più normale possibile è di grande aiuto, poiché implica doversi concentrare su altro. Altre, invece, scelgono di non lavorare in questo periodo. Se preferisci questa opzione, assicurati di avere cose da fare anche se scegli di stare in casa: stare seduta chiedendoti se il trattamento abbia funzionato o no potrebbe essere più stressante che andare in ufficio!
  • Esci all’aria aperta e fai esercizio fisico. Magari non avrai voglia di fare la maratona, ma passeggiare nel parco o in campagna ti aiuterà a distrarsi.
  • Se alcune attività ti aiutano a rilassarsi, è questo il momento giusto per farle, che si tratti di meditazione, sottoporsi a una manicure o guardare una nuova serie televisiva.
  • È facile iniziare a ossessionarsi con i sintomi della gravidanza durante le due settimane di attesa, ma ricorda che la maggior parte delle donne non manifesta alcuno dei tipici sintomi, come le nausee del mattino, se non più avanti. Non avere sintomi non significa quindi che il trattamento non abbia funzionato.
  • Cerca di non cadere nella tentazione di fare test di gravidanza casalinghi in questi giorni. Questi test sono molto precisi quando utilizzati al momento opportuno, ma se fatti troppo presto possono dare un risultato sbagliato.
  • Compra un libro o un DVD che ti piacciono, procurati le tue riviste preferite, vai al cinema o a teatro, ritagliati del tempo per avere cura dei tuoi fiori, per suonare il pianoforte, per cantare. Le cose che ci rendono felici sono diverse da persona a persona, ma occupare il tempo libero con ciò che ci piace ci aiuterà a trascorrere le due settimane di attesa in modo meno stressante.

Kate Brian

Giornalista e scrittrice

Kate Brian è giornalista, scrittrice e autrice di quattro libri sulla maternità e l’infertilità, tra cui The Complete Guide to IVF.

Kate inizia a scrivere sull’infertilità dal punto di vista delle pazienti dopo aver seguito lei stessa un trattamento di fecondazione in vitro.

Attualmente Kate collabora con vari media in qualità di esperta di fertilità e scrive il proprio blog in cui riporta le ultime notizie e i punti di vista su tematiche associate alla fertilità, ma anche consigli utili e risorse per chi sta cercando di avere un figlio.

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