Endometriosi e gravidanza sono due temi spesso accompagnati da dubbi e timori molto personali. Una diagnosi di endometriosi può generare preoccupazione, specialmente quando vi è il desiderio di avere un figlio e una gravidanza naturale tarda ad arrivare.
È innanzitutto necessario chiarire che, sebbene l’endometriosi possa influire sulla fertilità, non significa automaticamente impossibilità di rimanere incinta. Molto dipende anche dall’età della donna, dalla sua riserva ovarica, dalla sede ed estensione della malattia, dalla presenza di eventuali aderenze, dallo stato delle tube di Falloppio e dalla storia clinica della coppia.
Quando si convive con l’endometriosi e si desidera una gravidanza è dunque importante un inquadramento specialistico, che consentirà di capire se sia possibile tentare naturalmente il concepimento, se sia preferibile ricorrere alla PMA o se abbia invece senso valutare una strategia di preservazione della fertilità.
Sommario
- 1 Cos’è l’endometriosi?
- 2 Come l’endometriosi influisce sulla fertilità
- 3 Quando tentare naturalmente di ottenere una gravidanza
- 4 Quando rivolgersi alla PMA per massimizzare le possibilità di gravidanza
- 5 La preservazione della fertilità mediante crioconservazione di ovociti nelle pazienti con endometriosi
Cos’è l’endometriosi?
L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio, cioè alla mucosa che riveste internamente l’utero, in sedi diverse dalla cavità uterina. Questo tessuto può ad esempio localizzarsi su ovaie, tube, peritoneo, legamenti uterini o altre strutture della pelvi.
Durante il ciclo mestruale, le lesioni endometriosiche tendono a rispondere agli stimoli ormonali, causando infiammazione, dolore e, in alcuni casi, la formazione di aderenze o cisti ovariche chiamate endometriomi.
I sintomi dell’endometriosi possono essere molto diversi da donna a donna: alcune pazienti presentano mestruazioni molto dolorose, fastidio pelvico cronico o durante i rapporti sessuali, disturbi intestinali o urinari, soprattutto in fase mestruale. Altre scoprono invece la patologia solo nel corso di accertamenti eseguiti perché la gravidanza non arriva.
Il ritardo diagnostico è uno degli aspetti più critici dell’endometriosi, poiché molte donne convivono per anni con sintomi sottovalutati o attribuiti a una normale dolorabilità mestruale. Ciò può incidere anche sulla fertilità: come è noto, il tempo è un fattore importante, soprattutto quando il desiderio di gravidanza si manifesta dopo i 35 anni.
Come l’endometriosi influisce sulla fertilità
L’endometriosi può interferire con il concepimento attraverso meccanismi diversi. Nuovamente, l’impatto non è uguale per tutte le pazienti e deve pertanto essere sempre valutato in base al quadro clinico individuale.
Infiammazione pelvica e concepimento
In alcuni casi, l’infiammazione pelvica può rendere meno favorevole l’ambiente in cui dovrebbero avvenire l’ovulazione, l’incontro tra ovocita e spermatozoo e le prime fasi dello sviluppo embrionale.
Ciò non sempre impedisce una gravidanza naturale, ma può comunque ridurre le probabilità che il concepimento avvenga in modo spontaneo, soprattutto se la patologia è associata ad altri fattori di infertilità.
Aderenze e alterazioni anatomiche
La presenza di aderenze può modificare l’anatomia della pelvi e ostacolare il corretto funzionamento delle tube di Falloppio. Le tube hanno un ruolo essenziale nel permettere l’incontro tra ovocita e spermatozoo e nel favorire il successivo passaggio dell’embrione verso l’utero.
Quando questo meccanismo è compromesso, il concepimento naturale può diventare più difficile e richiedere una valutazione medica specialistica.
Endometriomi e riserva ovarica
Nel caso in cui l’endometriosi interessi le ovaie, ad esempio attraverso endometriomi, l’effetto può riflettersi anche sulla riserva ovarica – che indica, in termini generali, il patrimonio di ovociti ancora disponibile.
Anche eventuali interventi chirurgici alle ovaie dovranno essere valutati con attenzione, perché possono contribuire a ridurre la quantità di tessuto ovarico funzionante.
Qualità ovocitaria e fattori di coppia
L’endometriosi può associarsi a una qualità ovocitaria meno favorevole e a una maggiore complessità nei percorsi di concepimento naturale. Di conseguenza, quando si parla di infertilità, cause come l’endometriosi dovranno essere considerate insieme agli altri fattori della coppia, compresa la fertilità maschile.
Quando tentare naturalmente di ottenere una gravidanza
Tentare naturalmente una gravidanza può essere indicato in alcune situazioni, ma la scelta dovrà comunque tenere conto del tempo già trascorso, dell’età della donna e della gravità della patologia.
In generale, se la donna è giovane, la riserva ovarica è buona, le tube risultano pervie e non sono presenti altri fattori di infertilità, lo specialista può suggerire un periodo di tentativi spontanei con rapporti mirati. In questa fase può essere utile conoscere la finestra fertile e monitorare l’ovulazione, senza tuttavia trasformare la ricerca della gravidanza in una fonte continua di pressione emotiva.
La questione di “stimolare l’ovulazione” va affrontata con prudenza. Nelle pazienti con endometriosi, la stimolazione ovarica non è sempre la risposta principale e non deve essere gestita in autonomia. Può avere un ruolo in percorsi specifici, ma solo a seguito di una valutazione specialistica – soprattutto se sono presenti endometriomi, ridotta riserva ovarica o sospette alterazioni tubariche.
Il fattore tempo resta invece, come sempre, centrale. Se la gravidanza non arriva dopo alcuni mesi di tentativi, soprattutto dopo i 35 anni di età, è consigliabile non rimandare ulteriormente gli approfondimenti diagnostici. Lo stesso vale quando sono già noti fattori che possono ridurre le possibilità di concepimento, come precedenti interventi ginecologici, dolore pelvico importante, cicli mestruali molto dolorosi o esami che potrebbero suggerire una riserva ovarica ridotta.
Tentare naturalmente può essere una scelta corretta, ma deve avvenire con un orientamento medico chiaro, poiché l’obiettivo non è anticipare inutilmente il ricorso alla PMA ma evitare che mesi preziosi vengano persi senza una reale strategia.
Quando rivolgersi alla PMA per massimizzare le possibilità di gravidanza
La Procreazione Medicalmente Assistita offre un aiuto importante alle pazienti con endometriosi, soprattutto quando il concepimento spontaneo è reso più difficile da fattori anatomici, ovarici o tubarici.
Rivolgersi a un centro di PMA è consigliabile quando la gravidanza non arriva dopo un periodo di tentativi adeguato, la donna ha più di 35 anni, la riserva ovarica appare ridotta o la patologia è già stata classificata come moderata o severa. È opportuno chiedere una valutazione specialistica anche prima di eventuali interventi chirurgici, perché in alcune situazioni può essere utile definire una strategia riproduttiva prima di procedere.
Nel corso della prima visita, lo specialista in Medicina della Riproduzione valuterà la storia clinica della paziente e della coppia, gli esami già eseguiti, l’età, la riserva ovarica, lo stato dell’utero, la pervietà tubarica e il liquido seminale del partner. Solo a seguito di questo inquadramento sarà possibile possibile individuare il percorso con le maggiori probabilità di successo.
A seconda del caso, potreanno essere presi in considerazione trattamenti di PMA omologa, come la fecondazione in vitro con ovociti e spermatozoi della coppia. In situazioni più complesse, quando la qualità o la disponibilità ovocitaria sono fortemente compromesse, lo specialista potrà valutare anche altre possibilità previste dalla Medicina della Riproduzione, come i trattamenti di PMA eterologa.
La preservazione della fertilità mediante crioconservazione di ovociti nelle pazienti con endometriosi
Nelle pazienti con endometriosi, la preservazione della fertilità può essere una possibilità da valutare con attenzione soprattutto quando la diagnosi avviene in età giovane, sono presenti endometriomi ovarici o si prospetta un intervento chirurgico che potrebbe ridurre la riserva ovarica.
La crioconservazione degli ovociti consiste nel prelevare ovociti maturi dopo stimolazione ovarica controllata e conservarli tramite un processo altamente sicuro chiamato vitrificazione. In questo modo, gli ovociti possono essere mantenuti nel tempo e utilizzati successivamente nell’ambito di un trattamento di fecondazione in vitro.
Sebbene questa scelta non garantisca automaticamente una gravidanza futura, offre comunque un’importante possibilità in più, soprattutto quando viene effettuata in una fase in cui la riserva ovarica e l’età della donna sono ancora favorevoli. Può essere una scelta valida sia prima di un intervento sulle ovaie sia quando il progetto di maternità non è immediato, ma si desidera comunque tutelare il proprio potenziale riproduttivo.
La decisione è, anche in questo caso, personale e personalizzata in base al quadro diagnostico: non tutte le pazienti con endometriosi hanno necessità di crioconservare gli ovociti e non tutte si trovano nella medesima condizione clinica. La valutazione specialistica serve proprio a capire se la preservazione della fertilità sia indicata, in quale momento effettuarla e con quali prospettive realistiche.
In Eugin, la preservazione della fertilità è disponibile attraverso Time Freeze®, il servizio dedicato alla vitrificazione degli ovociti. Per le pazienti con endometriosi, il processo di crioconservazione può essere inserito in una strategia più ampia, strutturata sulla storia clinica individuale e sul desiderio di maternità presente o futuro.
Se hai ricevuto una diagnosi di endometriosi e desideri una gravidanza, o se stai cercando un figlio in modo naturale senza riuscire a ottenerlo, puoi prenotare oggi stesso una prima visita presso la clinica Eugin a te più vicina. I nostri specialisti in Medicina della Riproduzione valuteranno il tuo caso, chiariranno eventuali dubbi e ti aiuteranno a capire quali possibilità hai oggi per avvicinarti al tuo progetto di maternità.


